nicolo's profileNico ' s SpacePhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    May 04

    seconda parte

    La patente” di Luigi Pirandello→le maschere e la prigionia dell’uomo moderno →la concezione dell’esistenza in Pirandello→la crisi delle certezze e dei valori del positivismo→il primo dopoguerra →il biennio rosso→L’avvento del fascismo

     

    LA PATENTE

    Commedia in un atto

    di Luigi Pirandello

    Personaggi

     

    Rosario Chiàrchiaro

    Rosinella, sua figlia

    Il giudice istruttore D'Andrea

    Tre altri Giudici

    Marranca, usciere

     

     

    Il giudice d'Andrea entra nel suo ufficio col cappello in capo e il soprabito. Reca in mano una gabbiola poco più grossa d'un pugno, va davanti ad una gabbia grande, ne apre lo sportello, poi lo sportellino della gabbiola e fa passare da questa nella gabbia grande un cardellino.

    Si leva il soprabito e lo appende insieme col cappello all'attaccapanni. Siede alla scrivania; prende il fascicolo del processo che deve istruire, lo scuote in aria con impazienza, sbuffa:

    Resta un po' assorto a pensare, poi suona il campanello e dalla porta si presenta l'usciere Marranca.

     

    Marranca

        Comandi, signor Cavaliere!

     

    D'Andrea

        Ecco, Marranca: andate al vicolo del Forno, qua vicino; a casa del Chiàrchiaro.

     

    Marranca (con un balzo indietro, facendo le corna)

        Per amor di Dio, non lo nomini, signor cavaliere!

     

    D'Andrea (irritatissimo, dando un pugno sulla scrivania)

        Basta, perdio! Vi proibisco di manifestare così, davanti a me, la vostra bestialità, a danno d'un pover'uomo. E sia detto una volta per sempre.

     

    Marranca

        Mi scusi, signor cavaliere. L'ho detto anche per il suo bene!

     

    D'Andrea

        Ah, seguitate?

     

    Marranca

        Non parlo più. Che vuole che vada a fare in casa di... di questo... di questo galantuomo?

     

    Locandina del film tratto da La patente di Luigi Pirandello interpretato da Totò.

    D'Andrea

        Gli direte che il giudice istruttore ha da parlargli, e lo introdurrete subito da me.

     

    Marranca

        Subito, va bene, signor cavaliere. Ha altri comandi?

     

    D'Andrea

        Nient'altro. Andate.

     

    Marranca esce, tenendo la porta per dar passo ai tre Giudici colleghi, che entrano con le toghe e i tocchi in capo e scambiano i saluti col D'Andrea; poi vanno tutti e tre a guardare il cardellino nella gabbia.

     

    Primo Giudice

        Che dice eh, questo signor cardellino?

    Secondo Giudice

        Ma sai che sei davvero curioso con codesto cardellino che ti porti appresso?

     

    Terzo Giudice

        Tutto il paese ti chiama: il Giudice Cardello

     

    Primo Giudice

        Dov'è, dov'è la gabbiolina con cui te lo porti?

     

    Secondo Giudice     Eccola qua! Signori miei, guardate: cose da bambini! Un uomo serio...

     

    D'Andrea

        Ah, io, cose da bambini, per codesta gabbiola? E voi, allora, parati così?

     

    Terzo Giudice

        Ohè, ohè, rispettiamo la toga!

     

    D'Andrea

        Ma andate là, non scherziamo! siamo in "camera caritatis". Ragazzo, giocavo coi miei compagni "al tribunale". Uno faceva da imputato; uno, da presidente; poi, altri da giudici, da avvocati... Ci avrete giocato anche voi. Vi assicuro che eravamo più serii allora!

        Tutto il bello era nella toga con cui ci paravamo, nella toga era la grandezza, e dentro di essa noi eravamo bambini.

        Ora è al contrario: noi, grandi, e la toga, il giuoco di quand'eravamo bambini. Ci vuole un gran coraggio a prenderla sul serio! Ecco qua, signori miei,

     

    prende dalla scrivania il fascicolo del processo Chiàrchiaro

     

        io debbo istruire questo processo. Niente di più iniquo di questo processo. Iniquo, perché include la più spietata ingiustizia contro alla quale un pover'uomo tenta disperatamente di ribellarsi, senza nessuna probabilità di scampo. C'è una vittima qua, che non può prendersela con nessuno! Ha voluto, in questo processo, prendersela con due, coi primi due che gli sono capitati sotto mano, e - sissignori - la giustizia deve dargli torto, torto, torto, senza remissione, ribadendo così, ferocemente, l'iniquità di cui questo pover'uomo è vittima.

     

    Primo Giudice

        Ma che processo è?

     

    D'Andrea

        Quello intentato da Rosario Chiàrchiaro.

     

    Subito, al nome, i tre Giudici, come già Marranca, danno un balzo indietro, facendo scongiuri, atti di spavento e gridando:

     

    Tutti e tre

        Per la Madonna Santissima! - Tocca ferro! - Ti vuoi star zitto?

     

    D'Andrea

        Ecco, vedete?

        E dovreste proprio voi rendere giustizia a questo pover'uomo!

     

    Primo Giudice

        Ma che giustizia! È un pazzo! Ha sporto querela per diffamazione, contro il figlio del sindaco, nientemeno, e anche contro l'assessore Fazio perché, dice, li sorprese nell'atto che facevano gli scongiuri al suo passaggio.

     

    Secondo Giudice

        Ma che diffamazione se in tutto il paese, da almeno due anni, è diffusissima la sua fama di jettatore?

        Come condannare, in coscienza, il figliuolo del sindaco e l'assessore Fazio quali diffamatori per aver fatto, vedendolo passare, il gesto che da tempo sogliono fare apertamente tutti?

     

    D'Andrea

        E primi fra tutti vojaltri?

     

    Tutti e tre

        Ma certo! - È terribile, sai? - Dio ne liberi e scampi!

     

    D'Andrea

        E poi vi fate meraviglia, amici miei, ch'io mi porti qua il cardellino...

        Eppure, me lo porto - voi lo sapete - perché sono rimasto solo da un anno. Era di mia madre quel cardellino; e per me è il ricordo vivo di lei: non me ne so staccare.

     

    Si sente picchiare alla comune, e, poco dopo, Marranca sporge il capo

     

    Marranca

        Permesso?

     

    D'Andrea

        Avanti, Marranca.

     

    Marranca (tutto tremante)

        Eccolo, signor cavaliere! Che... che debbo fare?

     

    Primo Giudice

        Noi ce n'andiamo. A rivederci, D'Andrea!

    Totò interpretò Rosario Chiarchiaro nel film tratto dalla commedia di Pirandello.

     


     

    Scambio di saluti: e i tre Giudici vanno via.

     

    D'Andrea

        Introducetelo.

    Marranca (tenendo aperto quanto più può la comune per tenersi discosto)

        Avanti, avanti... introducetevi...

     

    E come Chiàrchiaro entra, va via di furia.

    Rosario Chiàrchiaro s'è combinata una faccia da jettatore che è una meraviglia a vedere. S'è lasciato crescere su le cave gote gialle una barbaccia ispida e cespugliata; s'è insellato sul naso un pajo di grossi occhiali cerchiati d'osso che gli danno l'aspetto d'un barbagianni, ha poi indossato un abito lustro, sorcigno, che gli sgonfia da tutte le parti, e tiene una canna d'India in mano col manico di corno. Entra a passo di marcia funebre, battendo a terra la canna ad ogni passo, e si para davanti al giudice.

     

    D'Andrea (con uno scatto violento d'irritazione, buttando via le carte del processo)

        Ma fatemi il piacere! Che storie son queste! Vergognatevi!

     

    Chiàrchiaro (senza scomporsi minimamente allo scatto del giudice, digrigna i denti gialli e dice sottovoce)

        Lei dunque non ci crede?

     

    D'Andrea

        V'ho detto di farmi il piacere! Non facciamo scherzi via, caro Chiàrchiaro! - Sedete, sedete qua

     

    Gli s'accosta e fa per posargli una mano sulla spalla

     

    Chiàrchiaro (subito, tirandosi indietro e fremendo)

        Non mi s'accosti! Se ne guardi bene! Vuol perdere la vista degli occhi?

     

    D'Andrea (lo guarda freddamente, poi dice)

        Seguitate... Quando sarete comodo... - Vi ho mandato a chiamare per il vostro bene. Là c'è una sedia: sedete.

     

    Chiàrchiaro (prende la seggiola, siede, guarda il giudice, poi si mette a far rotolare con le mani su le gambe la canna d'India come un matterello e tentenna a lungo il capo. Alla fine mastica)

        Per il mio bene? Per il mio bene lei dice... Ha il coraggio di dire per il mio bene! E lei si figura di fare il mio bene, signor giudice, dicendo che non crede alla jettatura?

     

    D'Andrea (sedendo anche lui)

        Volete che vi dica che ci credo? Vi dirò che ci credo! Va bene?

     

    Chiàrchiaro (recisamente, con tono di chi non ammette scherzi)

        Nossignore! Lei ci ha da credere sul serio, sul se-ri-o!

        Non solo, ma deve dimostrarlo istruendo il processo.

     

    D'Andrea

        Ah vedete: questo sarà un po' difficile.

     

    Chiàrchiaro (alzandosi e facendo per avviarsi)

        E allora me ne vado.

     

    D'Andrea

        Eh, via! Sedete! V'ho detto di non fare storie!

     

    Chiàrchiaro

        Io, storie? Non mi cimenti; o ne farà una tale esperienza... - Si tocchi, si tocchi!

     

    D'Andrea

        Ma io non mi tocco niente.

     

    Chiàrchiaro

        Si tocchi Le dico! Sono terribile, sa?

     

    D'Andrea (severo)

        Basta, Chiàrchiaro! Non mi seccate. Sedete e vediamo d'intenderci.

        Vi ho fatto chiamare per dimostrarvi che la via che avete preso non è propriamente quella che possa condurvi a buon porto.

         Là nel processo, accusate come diffamatori due perché vi credono jettatore; e ora qua vi presentate a me, parato così, in veste di jettatore, e pretendete anzi ch'io creda alla vostra jettatura.

     

    Chiàrchiaro

        Sissignore. Perfettamente.

     

    D'Andrea

        E non pare anche a voi che ci sia contraddizione?

     

    Chiàrchiaro

        Mi pare, signor giudice, un'altra cosa. Che lei non capisce niente e che lei è un mio nemico.

     

    D'Andrea

        Io?

     

    Chiàrchiaro

        Lei, lei, sissignore. Mi dica un po': sa o non sa che il figlio del sindaco ha chiesto il patrocinio dell'avvocato Lorecchio?

        E lo sa che io - io, Rosario Chiàrchiaro - io stesso sono andato dall'avvocato Lorecchio a dar tutte le prove del fatto: cioè che non solo io mi ero accorto da più di un anno che tutti, vedendomi passare, facevano le corna e altri scongiuri più o meno puliti; ma anche le prove, signor giudice, prove documentate, testimonianze irrepetibili, sa? ir-re-pe-ti-bi-li di tutti i fatti spaventosi, su cui è edificata incrollabilmente, in-crol-la-bil-men-te, la mia fama di jettatore?

     

    D'Andrea

        Voi? Come? Voi siete andato a dar le prove all'avvocato avversario?

     

    Chiàrchiaro

        A Lorecchio. Sissignore.

     

    D'Andrea (più imbalordito che mai)

        Eh... Vi confesso che capisco anche meno di prima.

        Scusate... Siete andato a portare codeste prove contro di voi stesso all'avvocato avversario; perché? Per rendere più sicura l'assoluzione di quei due? E perché allora vi siete querelato?

     

    Chiàrchiaro

        Ma in questa domanda appunto è la prova, signor giudice, che lei non capisce niente! Io mi sono querelato perché voglio il riconoscimento ufficiale della mia potenza. Non capisce ancora? Voglio che sia ufficialmente riconosciuta questa mia potenza terribile, che è ormai l'unico mio capitale, signor giudice!

     

    D'Andrea (facendo per abbracciarlo, commosso)

        Ah, povero Chiàrchiaro, povero Chiàrchiaro mio, ora capisco! Bel capitale, povero Chiàrchiaro! E che te ne fai?

     

    Chiàrchiaro

        Che me ne faccio? Come che me ne faccio? Lei, caro signore, per esercitare codesta professione di giudice - anche così male come la esercita - mi dica un po', non ha dovuto prendere la laurea?

        E dunque! Voglio anch'io la mia patente. La patente di jettatore.

        Con tanto di bollo. Bollo legale. Jettatore patentato dal regio tribunale.

     

    D'Andrea

        E poi? che te ne farai?

     

    Chiàrchiaro

        Che me ne farò? Ma dunque è proprio deficiente lei? Me lo metterò come titolo nei biglietti da visita! Ah le par poco? La patente! La patente! Sarà la mia professione!

        Io sono stato assassinato, signor giudice!

        Sono un povero padre di famiglia. Lavoravo onestamente. M'hanno cacciato via e buttato in mezzo a una strada, perché jettatore! In mezzo a una strada, con la moglie paralitica, da tre anni in un fondo di letto! e con due ragazze, che se lei le vede signor giudice, le strappano il cuore dalla pena che le fanno: belline tutte e due; ma nessuno vorrà più saperne, perché figlie mie, capisce? E lo sa di che campiamo adesso tutt'e quattro? Del pane che si leva di bocca il mio figliuolo, che ha pure la sua famiglia, tre bambini! E le pare che possa fare ancora a lungo, povero figlio mio, questo sacrificio per me? Signor giudice, non mi resta altro che di mettermi a fare la professione di jettatore!

     

    D'Andrea

        Ma che ci guadagnerete?

     

    Chiàrchiaro

        Che ci guadagnerò? Ora glielo spiego. Intanto, mi vede: mi sono combinato con questo vestito. Faccio spavento! Questa barba... questi occhiali...

        Appena lei mi fa ottenere la patente, entro in campo! Lei dice, come?

        Me lo domanda - ripeto - perché è mio nemico! Perché s'ostina a non credere alla mia potenza!

        Ma per fortuna ci credono gli altri, sa? Tutti, ci credono! Questa è la mia fortuna! Ci sono tante case da giuoco nel nostro paese!

        Basterà che io mi presenti. Non ci sarà bisogno di dir niente.

        Il tenutario della casa, i giocatori, mi pagheranno sottomano, per non avermi accanto e per farmene andar via! Mi metterò a ronzare come un moscone attorno a tutte le fabbriche; andrò a impostarmi ora davanti a una bottega, ora davanti a un'altra.

        Là c'è un giojelliere? Davanti alla vetrina di quel giojelliere: mi pianto lì,  mi metto a squadrare la gente così, e chi vuole che entri più a comprare in quella bottega una gioja, o a guardare a quella vetrina? Verrà fuori il padrone, e mi metterà in mano tre, cinque lire per farmi scostare e impostare da sentinella davanti alla bottega del suo rivale.

        Capisce?

        Sarà una specie di tassa che io d'ora in poi mi metterò a esigere!

     

    D'Andrea

        La tassa dell'ignoranza!

     

    Chiàrchiaro

        Dell'ignoranza? Ma no, caro lei! La tassa della salute!

        Perché ho accumulato tanta bile e tanto odio, io, contro tutta questa schifosa umanità, che veramente credo, signor giudice, d'avere qua in questi occhi la potenza di far crollare dalle fondamenta un'intera città! - Si tocchi! Si tocchi perdio! Non vede? Lei è rimasto come una statua di sale!

     

    D'Andrea compreso di profonda pietà, è rimasto veramente come balordo a mirarlo.

     

        Si alzi via! E si metta a istruire questo processo che farà epoca, in modo che i due imputati siano assolti per inesistenza di reato; questo vorrà dire per me il riconoscimento ufficiale della mia professione di jettatore!

     

    D'Andrea (alzandosi)

        La patente?

     

    Chiàrchiaro (impostandosi grottescamente e battendo la canna)

        La patente, sissignore!

     

    Non ha finito di dire così, che la vetrata della finestra si apre pian piano, come mossa dal vento, urta contro il quadricello e la gabbia, e li fa cadere con fracasso.

     

    D'Andrea (con un grido, accorrendo)

        Ah, Dio! Il cardellino! Il cardellino! Ah Dio! È morto... è morto...

        L'unico ricordo di mia madre... morto... morto...

     

    Alle grida, si spalanca la comune e accorrono i tre Giudici e Marranca, che subito si trattengono allibiti alla vista di Chiàrchiaro.

     

    Tutti

        Che è stato?

     

    D'Andrea

        Il vento... la vetrata... il cardellino...

     

    Chiàrchiaro (con un grido di trionfo)

        Ma che vento! Che vetrata! Sono stato io!

        Non voleva crederci e glien'ho dato la prova! Io! Io!

        E come è morto quel cardellino così, a uno a uno, morirete tutti!

     

    Tutti (protestando, imprecando, supplicando, in coro)

        Per l'anima vostra! Ti caschi la lingua! Dio, ajutaci! Sono un padre di famiglia!

     

    Chiàrchiaro (imperioso, protendendo una mano)

        E allora qua, subito - pagate la tassa! - Tutti!

     

    I Tre Giudici (facendo atto di cavar danari dalla tasca)

        Sì, subito! Ecco qua! Purché ve n'andiate! Per carità di Dio!

     

    Chiàrchiaro (esultante, rivolgendosi al giudice D'Andrea, sempre con la mano protesa)

        Ha visto? E non ho ancora la patente! Istruisca il processo!

        Sono ricco!

        Sono ricco!

     

    FINE

     

    ANALISI DELLA COMMEDIA “LA PATENTE”

     

     

    In questo atto unico tratto dalla novella omonima, Pirandello fissa l'attenzione del pubblico su un nucleo: la sfortunata storia di Rosario Chiàrchiaro, un disgraziato padre di famiglia cui è stato misteriosamente attribuito il potere di iettatore. Licenziato dal lavoro in seguito a questa fama, al colmo della disperazione, egli non può vivere se non codificando la sua fama di jettatore, facendosi riconoscere ufficialmente come possessore di un potere funesto e invincibile e ottenere in tal modo la sua "patente" (nella foto, una scena della commedia che ritrae Chiarchiaro e il giudice D’Andrea).

    «La patente!» grida infatti il pover'uomo «Sarà la mia professione! Io sono stato assassinato, signor giudice! Sono un povero padre di famiglia. Lavoravo onestamente. M'hanno cacciato via e buttato in mezzo a una strada... con la moglie paralitica... e con due ragazze... Signor giudice, non mi resta altro che di mettermi a far la professione di jettatore...». Solo così, infatti, potrà guadagnarsi da vivere perché tutti, per tenerlo lontano, saranno costretti a pagargli una tassa.

    Nella "Patente" si ha dunque la denuncia di tutto un gioco di rapporti e preconcetti in cui la persona umana è inevitabilmente coinvolta: per sopravvivere l'uomo deve crearsi delle "apparenze".

    Sviluppato con assoluta efficacia anche in questa opera, è questo il punto focale della tematica pirandelliana: come Rosario Chiàrchiaro, ciascuno ha una maschera, un ruolo da giocare, maschera e ruolo che gli sono plasmati addosso dagli altri, dalla gente che gli vive attorno, maschera e ruolo cui nessuno può sottrarsi, perché il pregiudizio della massa non solo ha una parte importante nella vita del singolo, ma finisce per avere sempre il sopravvento. La tragedia dell'uomo è proprio questa: che per illudersi di vivere non ha altra risorsa se non d'affidarsi a questa maschera, a questa larva, come gli altri (o lui stesso) l'hanno foggiata. Quella "larva", quella maschera sociale accomuna tutti gli uomini in una situazione di angosciosa solidarietà perché sono tutti svuotati d'ogni vera realtà.

    Tema costante e fondamentale per l'autore in questa come in molte altre sue opere è dunque quello dell'impossibilità dell'individuo di avere un'identità; l'uomo non è uno, ma è tanti quante sono le sue relazioni con gli altri, costretto in una  "forma" o "maschera" che gli altri gli attribuiscono.

    La storia del povero Rosario Chiàrchiaro, che cita in tribunale i suoi diffamatori non per ottenerne la condanna, ma per vedersi ufficialmente riconosciuta la qualifica di jettatore, appare decisamente grottesca e bizzarra; in realtà in questa novella Pirandello esprime il suo pessimismo e rivela grande comprensione e partecipazione al triste destino degli uomini.

    Chiàrchiaro è costretto nella "forma" dello jettatore dalla stupidità e dalla cattiveria dei suoi concittadini, e cerca di liberarsene in un modo del tutto inconsueto: non tenta, infatti, di uscire dalla  forma, vuole, invece, renderla sostanza, vuole che sia la sua identità, perciò non sarà più jettatore per diceria, ma jettatore patentato dal regio tribunale, grazie alla patente da lui stesso richiesta.

    "La patente è un esempio significativo di quel che possa in un piccolo centro la superstizione: un povero onesto uomo, per il casuale concorrere di circostanze fortuite, indicato dai più come jettatore, arriva alla più nera disperazione senza che alcuno si senta personalmente responsabile del danno irrimediabile arrecatogli.

    In questa novella risalta fortemente il confronto tra due caratteri bizzarri: il giudice istruttore D'Andrea e la "vittima" Rosario Chiàrchiaro. Il primo è un sognatore che indossa zelantemente la propria maschera quotidiana, il supplizio di amministrare la giustizia; il secondo, oltre la personale tragedia dello sdoppiamento vita-forma, propone un'esasperata logica di conciliazione degli opposti (intentare causa ai diffamatori e affermare la verità e la fondatezza delle loro convinzioni e, addirittura, fornire loro delle prove).

    Nella  "Patente" è possibile individuare tre sequenze narrative fondamentali: la presentazione del carattere, degli atteggiamenti e della coscienza del giudice D'Andrea; il modo sofferto e problematico con cui il giudice pensa al processo di Chiàrchiaro; il colloquio tra il giudice e Chiàrchiaro.

    Nella prima sequenza il giudice rivela la profonda coscienza della distanza che c'è fra la vita  come si vorrebbe che fosse e la tristezza e la banalità dell'esistenza quotidiana; nella seconda è affrontato il modo in cui organizzare il processo; nell'ultima la coscienza del giudice, accogliendo la logica paradossale della vittima, acquisisce, con maggior consapevolezza e drammaticità, quel contrasto iniziale  e comprende che la società è malvagia e ognuno di noi è costretto a vivere in questa malvagità.

     

     

    tutte le novelle per la V AIM

    Il treno ha fischiato” di Luigi Pirandello→le maschere e la prigionia dell’uomo moderno →la concezione dell’esistenza in Pirandello→la crisi delle certezze e dei valori del positivismo→il primo dopoguerra →il biennio rosso→L’avvento del fascismo

     

    IL TRENO HA FISCHIATO...

    DI LUIGI PIRANDELLO

     

    Farneticava. Principio di febbre cerebrale, avevano detto i medici; e lo ripetevano tutti i compagni d'ufficio, che ritornavano a due, a tre, dall'ospizio, ov'erano stati a visitarlo.
    Pareva provassero un gusto particolare a darne l'annunzio coi termini scientifici, appresi or ora dai medici, a qualche collega ritardatario che incontravano per via:
    Frenesia, frenesia.

    Encefalite.
    Infiammazione della membrana.

    Febbre cerebrale .

    E volevan sembrare afflitti; ma erano in fondo così contenti, anche per quel dovere compiuto; nella pienezza della salute, usciti da quel triste ospizio al gajo azzurro della mattinata invernale.

    Morrà? Impazzirà?

    Mah!
    Morire, pare di no...

    Ma che dice? che dice?

    Sempre la stessa cosa. Farnetica...

    Povero Belluca!

    E a nessuno passava per il capo che, date le specialissime condizioni in cui quell'infelice viveva da tant'anni, il suo caso poteva anche essere naturalissimo; e che tutto ciò che Belluca diceva e che pareva a tutti delirio, sintomo della frenesia, poteva anche essere la spiegazione più semplice di quel suo naturalissimo caso.
    Veramente, il fatto che Belluca, la sera avanti, s'era fieramente ribellato al suo capo ufficio, e che poi, all'aspra riprensione di questo, per poco non gli s'era scagliato addosso, dava un serio argomento alla supposizione che si trattasse d'una vera e propria alienazione mentale.

    Perché uomo più mansueto e sottomesso, più metodico e paziente di Belluca non si sarebbe potuto immaginare.

    Circoscritto... sì, chi l'aveva definito così? Uno dei suoi compagni d'ufficio. Circoscritto, povero Belluca, entro i limiti angustissimi della sua arida mansione di computista, senz'altra memoria che non fosse di partite aperte, di partite semplici o doppie o di storno, e di defalchi e prelevamenti e impostazioni; note, libri mastri, partitarii, stracciafogli e via dicendo. Casellario ambulante: o piuttosto, vecchio somaro, che tirava zitto zitto, sempre d'un passo, sempre per la stessa strada la carretta, con tanto di paraocchi.

    Orbene, cento volte questo vecchio somaro era stato frustato, fustigato senza pietà, cosi per ridere, per il gusto di vedere se si riusciva a farlo imbizzire un po', a fargli almeno drizzare un po' le orecchie abbattute, se non a dar segno che volesse levare un piede per sparar qualche calcio. Niente! S'era prese le frustate ingiuste e le crudeli punture in santa pace, sempre, senza neppur fiatare, come se gli toccassero, o meglio, come se non le sentisse più, avvezzo com'era da anni e anni alle continue solenni bastonature della sorte.

    Inconcepibile, dunque, veramente, quella ribellione in lui, se non come effetto d'una improvvisa alienazione mentale.

    *Tanto più che, la sera avanti, proprio gli toccava la riprensione; proprio aveva il diritto di fargliela, il capo ufficio. Già s'era presentato, la mattina, con un'aria insolita, nuova; e cosa veramente enorme, paragonabile, che so? al crollo d'una montagna era venuto con più di mezz'ora di ritardo.

    Pareva che il viso, tutt'a un tratto, gli si fosse allargato. Pareva che i paraocchi gli fossero tutt'a un tratto caduti, e gli si fosse scoperto, spalancato d'improvviso all'intorno lo spettacolo della vita. Pareva che gli orecchi tutt'a un tratto gli si fossero sturati e percepissero per la prima volta voci, suoni non avvertiti mai.
    Così ilare, d'una ilarità vaga e piena di stordimento, s'era presentato all'ufficio. E, tutto il giorno, non aveva combinato niente.

    La sera, il capo ufficio, entrando nella stanza di lui, esaminati i registri, le carte:
    E come mai? Che hai combinato tutt'oggi?

    Belluca lo aveva guardato sorridente, quasi con un'aria d'impudenza, aprendo le mani.
    Che significa? aveva allora esclamato il capo ufficio, accostandoglisi e prendendolo per una spalla e scrollandolo. Ohé, Belluca!

    Niente, aveva risposto Belluca, sempre con quel sorriso tra d'impudenza e d'imbecillità su le labbra. Il treno, signor Cavaliere.

    Il treno? Che treno?

    - Ha fischiato.

    Ma che diavolo dici?

    Stanotte, signor Cavaliere. Ha fischiato. L'ho sentito fischiare...

    Il treno?

    Sissignore. E se sapesse dove sono arrivato! In Siberia... oppure oppure... nelle foreste del Congo... Si fa in un attimo, signor Cavaliere!

    Gli altri impiegati, alle grida del capo ufficio imbestialito, erano entrati nella stanza e, sentendo parlare così Belluca, giù risate da pazzi.

    Allora il capo ufficio che quella sera doveva essere il malumore urtato da quelle risate, era montato su tutte le furie e aveva malmenato la mansueta vittima di tanti suoi scherzi crudeli.

    Se non che, questa volta, la vittima, con stupore e quasi con terrore di tutti, s'era ribellata, aveva inveito, gridando sempre quella stramberia del treno che aveva fischiato, e che, perdio, ora non più, ora ch'egli aveva sentito fischiare il treno, non poteva più, non voleva più esser trattato a quel modo.

    Lo avevano a viva forza preso, imbracato e trascinato all'ospizio dei matti.

    *Seguitava ancora, qua, a parlare di quel treno. Ne imitava il fischio. Oh, un fischio assai lamentoso, come lontano, nella notte; accorato. E, subito dopo, soggiungeva:
    Si parte, si parte... Signori, per dove? per dove?

    E guardava tutti con occhi che non erano più i suoi. Quegli occhi, di solito cupi, senza lustro, aggrottati, ora gli ridevano lucidissimi, come quelli d'un bambino o d'un uomo felice; e frasi senza costrutto gli uscivano dalle labbra. Cose inaudite; espressioni poetiche, immaginose, bislacche, che tanto più stupivano, in quanto non si poteva in alcun modo spiegare come, per qual prodigio, fiorissero in bocca a lui, cioè a uno che finora non s'era mai occupato d'altro che di cifre e registri e cataloghi, rimanendo come cieco e sordo alla vita: macchinetta di computisteria. Ora parlava di azzurre fronti di montagne nevose, levate al cielo; parlava di viscidi cetacei che, voluminosi, sul fondo dei mari, con la coda facevan la virgola. Cose, ripeto, inaudite.
    *Chi venne a riferirmele insieme con la notizia dell'improvvisa alienazione mentale rimase però sconcertato, non notando in me, non che meraviglia, ma neppur una lieve sorpresa.
    Difatti io accolsi in silenzio la notizia.

    E il mio silenzio era pieno di dolore. Tentennai il capo, con gli angoli della bocca contratti in giù, amaramente, e dissi:

    Belluca, signori, non è impazzito. State sicuri che non è impazzito. Qualche cosa dev'essergli accaduta; ma naturalissima. Nessuno se la può spiegare, perché nessuno sa bene come quest'uomo ha vissuto finora. Io che lo so, son sicuro che mi spiegherò tutto naturalissimamente, appena l'avrò veduto e avrò parlato con lui.

    *Cammin facendo verso l'ospizio ove il poverino era stato ricoverato, seguitai a riflettere per conto mio:

    "A un uomo che viva come Belluca finora ha vissuto, cioè una vita "impossibile", la cosa più ovvia, I'incidente più comune, un qualunque lievissimo inciampo impreveduto, che so io, d'un ciottolo per via, possono produrre effetti straordinarii, di cui nessuno si può dar la spiegazione, se non pensa appunto che la vita di quell'uomo è "impossibile". Bisogna condurre la spiegazione là, riattaccandola a quelle condizioni di vita impossibili, ed essa apparirà allora semplice e chiara. Chi veda soltanto una coda, facendo astrazione dal mostro a cui essa appartiene, potrà stimarla per se stessa mostruosa. Bisognerà riattaccarla al mostro; e allora non sembrerà più tale; ma quale dev'essere, appartenendo a quel mostro.

    Una coda naturalissima. ''

    *Non avevo veduto mai un uomo vivere come Belluca.

    Ero suo vicino di casa, e non io soltanto, ma tutti gli altri inquilini della casa si domandavano con me come mai quell'uomo potesse resistere in quelle condizioni di vita.
    Aveva con sé tre cieche, la moglie, la suocera e la sorella della suocera: queste due, vecchissime, per cataratta; I'altra, la moglie, senza cataratta, cieca fissa; palpebre murate.
    Tutt'e tre volevano esser servite. Strillavano dalla mattina alla sera perché nessuno le serviva. Le due figliuole vedove, raccolte in casa dopo la morte dei mariti, l'una con quattro, l'altra con tre figliuoli, non avevano mai né tempo né voglia da badare ad esse; se mai, porgevano qualche ajuto alla madre soltanto.

    Con lo scarso provento del suo impieguccio di computista poteva Belluca dar da mangiare a tutte quelle bocche? Si procurava altro lavoro per la sera, in casa: carte da ricopiare. E ricopiava tra gli strilli indiavolati di quelle cinque donne e di quei sette ragazzi finché essi, tutt'e dodici, non trovavan posto nei tre soli letti della casa.
    Letti ampii, matrimoniali; ma tre.

    Zuffe furibonde, inseguimenti, mobili rovesciati, stoviglie rotte, pianti, urli, tonfi, perché qualcuno dei ragazzi, al bujo, scappava e andava a cacciarsi fra le tre vecchie cieche, che dormivano in un letto a parte, e che ogni sera litigavano anch'esse tra loro, perché nessuna delle tre voleva stare in mezzo e si ribellava quando veniva la sua volta.
    Alla fine, si faceva silenzio, e Belluca seguitava a ricopiare fino a tarda notte, finché la penna non gli cadeva di mano e gli occhi non gli si chiudevano da sé.
    Andava allora a buttarsi, spesso vestito, su un divanaccio sgangherato, e subito sprofondava in un sonno di piombo, da cui ogni mattina si levava a stento, più intontito che mai.

    Ebbene, signori: a Belluca, in queste condizioni, era accaduto un fatto naturalissimo.
    *Quando andai a trovarlo all'ospizio, me lo raccontò lui stesso, per filo e per segno. Era, sì, ancora esaltato un po', ma naturalissimamente, per ciò che gli era accaduto. Rideva dei medici e degli infermieri e di tutti i suoi colleghi, che lo credevano impazzito.
    Magari! diceva Magari!

    Signori, Belluca, s'era dimenticato da tanti e tanti anni ma proprio dimenticato che il mondo esisteva.

    Assorto nel continuo tormento di quella sua sciagurata esistenza, assorto tutto il giorno nei conti del suo ufficio, senza mai un momento di respiro, come una bestia bendata, aggiogata alla stanga d'una nòria o d'un molino, sissignori, s'era dimenticato da anni e anni ma proprio dimenticato che il mondo esisteva.

    Due sere avanti, buttandosi a dormire stremato su quel divanaccio, forse per l'eccessiva stanchezza, insolitamente, non gli era riuscito d'addormentarsi subito. E, d'improvviso, nel silenzio profondo della notte, aveva sentito, da lontano, fischiare un treno.
    Gli era parso che gli orecchi, dopo tant'anni, chi sa come, d'improvviso gli si fossero sturati.
    Il fischio di quel treno gli aveva
    squarciato e portato via d'un tratto la miseria di tutte quelle sue orribili angustie, e quasi da un sepolcro scoperchiato s'era ritrovato a spaziare anelante nel vuoto arioso del mondo che gli si spalancava enorme tutt'intorno.
    S'era tenuto istintivamente alle coperte che ogni sera si buttava addosso, ed era corso col pensiero dietro a quel treno che s'allontanava nella notte.

    C'era, ah! c'era, fuori di quella casa orrenda, fuori di tutti i suoi tormenti, c'era il mondo, tanto, tanto mondo lontano, a cui quel treno s'avviava... Firenze, Bologna, Torino, Venezia... tante città, in cui egli da giovine era stato e che ancora, certo, in quella notte sfavillavano di luci sulla terra. Sì, sapeva la vita che vi si viveva! La vita che un tempo vi aveva vissuto anche lui! E seguitava, quella vita; aveva sempre seguitato, mentr'egli qua, come una bestia bendata, girava la stanga del molino. Non ci aveva pensato più! Il mondo s'era chiuso per lui, nel tormento della sua casa, nell'arida, ispida angustia della sua computisteria... Ma ora, ecco, gli rientrava, come per travaso violento, nello spirito. L'attimo, che scoccava per lui, qua, in questa sua prigione, scorreva come un brivido elettrico per tutto il mondo, e lui con l'immaginazione d'improvviso risvegliata poteva, ecco, poteva seguirlo per città note e ignote, lande, montagne, foreste, mari... Questo stesso brivido, questo stesso palpito del tempo. C'erano, mentr'egli qua viveva questa vita " impossibile ", tanti e tanti milioni d'uomini sparsi su tutta la terra, che vivevano diversamente. Ora, nel medesimo attimo ch'egli qua soffriva, c'erano le montagne solitarie nevose che levavano al cielo notturno le azzurre fronti... sì, sì, le vedeva, le vedeva, le vedeva cosi... c'erano gli oceani... Ie foreste...

    E, dunque, lui ora che il mondo gli era rientrato nello spirito poteva in qualche modo consolarsi! Sì, levandosi ogni tanto dal suo tormento, per prendere con l'immaginazione una boccata d'aria nel mondo.

    Gli bastava!

    Naturalmente, il primo giorno, aveva ecceduto. S'era ubriacato. Tutto il mondo, dentro d'un tratto: un cataclisma. A poco a poco, si sarebbe ricomposto. Era ancora ebro della troppa troppa aria, lo sentiva.

    Sarebbe andato, appena ricomposto del tutto, a chiedere scusa al capo ufficio, e avrebbe ripreso come prima la sua computisteria. Soltanto il capo ufficio ormai non doveva pretender troppo da lui come per il passato: doveva concedergli che di tanto in tanto, tra una partita e l'altra da registrare, egli facesse una capatina, sì, in Siberia... oppure oppure... nelle foreste del Congo:

    Si fa in un attimo, signor Cavaliere mio. Ora che il treno ha fischiato...

     

     

    ANALISI DELLA NOVELLA “IL TRENO HA FISCHIATO”

     

     

    In un luogo e in un tempo non esplicitamente precisati, il protagonista, l'impiegato Belluca, è ricoverato all'ospizio perché ha dato segni di follia. Impiegato rispettoso e infaticabile, gravato da una penosissima situazione familiare, ha mancato improvvisamente ai suoi doveri, manifestando atteggiamenti sorprendenti di ilarità e trasgressione. Richiestagli la causa di una simile variazione comportamentale, fornisce una risposta incredibile: "Il treno ha fischiato". All'ospizio è visitato da un vicino di casa (il personaggio che funge da narratore) che capisce la portata dell'evento: il fischio del treno ha scosso l'abituale stordimento di Belluca inducendolo a ribellarsi allo squallore della propria vita.

    Nella novella sono assenti precisazioni geografiche. Infatti, più che di luoghi è preferibile parlare di "ambienti", intesi allegoricamente: l'ufficio e la famiglia rappresentano gli obblighi e i doveri che opprimono la sua esistenza, l'ospedale, in cui si perde la propria consueta identità, il momento di transizione tra il vecchio e il nuovo stile di vita, la “Siberia e le foreste del Congo”, presenti solo nella fantasia del protagonista, la possibilità di evadere dalla realtà.

    Belluca è il personaggio principale della vicenda: appare un uomo inetto alle gioie della vita, dedito unicamente all'adempimento dei propri doveri, succube degli ambienti che fanno da sfondo alle sue azioni: il lavoro, la famiglia, lo spazio esterno inteso come "mondo" al di fuori di lui. In questo ambito egli è incapace di agire secondo i desideri personali, ma si limita a mettere in atto, sebbene meticolosamente, quanto gli altri (il capufficio) pretendono da lui, o riescono a imporgli (le donne della famiglia). Belluca è passivo e apatico, pur essendo sempre e instancabilmente in attività. Belluca è definito "vecchio somaro, con tanto di paraocchi", è una "bestia bendata" che "girava la stanga del molino". Questo paragone evidenzia l'opacità della vita del protagonista e la sua incapacità a risolvere una situazione abbruttente. L'immagine che il paragone evoca, dell'eterno girare del somaro intorno al perno del mulino, sottolinea la condizione di perenne oppressione di una vita ripetitiva in cui al movimento del corpo corrisponde l'inerzia dell'animo.

    A tale vita "impossibile" segue, come "coda naturalissima", prosecuzione "naturale" di tale mostruosità, la reazione, quasi istintiva, all'evento del fischio del treno: un episodio in sé insignificante (come "un qualunque lievissimo inciampo impreveduto, che so io, d'un ciottolo per via") fa riaffiorare alla sua memoria e gli fa desiderare, se pure in un sogno fantastico, quel mondo che lo aveva sfiorato "un tempo" e che la vita lo aveva costretto a dimenticare.

    Il personaggio che all'interno del racconto ha il ruolo del narratore è un vicino di casa di Belluca: attraverso le sue parole e la sua guida il lettore capisce e interpreta la vicenda cogliendone le motivazioni profonde, e, più ancora, la sente e la soffre insieme a lui ("E il mio silenzio era pieno di dolore..."): potremmo definirlo un testimone pensoso e commosso.

    Nell'arco della narrazione il punto di vista non è costante, ma si alterna continuamente. La novella inizia annunciando che il protagonista, ancora non identificato, ha dato segni evidenti di squilibrio o quantomeno di alterazione del comportamento. In questa fase del racconto, la prospettiva, espressa prevalentemente attraverso il dialogo, è quella dei personaggi secondari: i medici, che parlano di febbre cerebrale, e i compagni di ufficio che avanzano svariate ipotesi: pazzia, encefalite, meningite. Già nella seconda sequenza però, emerge la voce del narratore (un personaggio ancora senza identità) il quale ipotizza che, "date le specialissime condizioni in cui quell'infelice viveva da tant'anni" il caso del Belluca "poteva anche essere naturalissimo" e il suo farneticare, che a tutti pareva delirio, poteva essere la "spiegazione più semplice di quel naturalissimo caso". È il narratore che introduce la metafora del “mostro”: non è la realtà ad essere inquietante, ma è la nostra incapacità di comprenderla, di inserirla in una struttura di causa-effetto e di necessità che ce la fa apparire "mostruosa". A differenza dei colleghi di Belluca, l'io narrante, l'unico in grado di dare un senso alle cose, riesce a "riattaccare" quell'orribile coda al legittimo proprietario. Paradossalmente la scoperta del mostro (l'intera verità) non spaventa il narratore, tutt'altro. E' l'ignoranza la vera nemica, e non la conoscenza della realtà, per quanto cruda essa possa essere (come la "prigione" di Belluca): da "mostruosa", la coda diviene "naturalissima", "qual  dev'essere". Questo imperativo è sinonimo di armonia. La coda è l'unica che possa essere inserita nel mostro, è la sola che ci può sembrare giusta, lì e così com'è. Essa diventa sinonimo di un'armonica ed intonata leggerezza che è appunto la chiave di lettura per individuare la verità. Scoprendola, Belluca fa in modo che il pesante "sepolcro" che lo opprimeva venga "scoperchiato". Tutto a un tratto il protagonista si ritrova a "spaziare anelante nel vuoto arioso" grazie ad un "brivido elettrico" che gli dà la possibilità di "prendere una boccata d'aria" e di sentirsene "ebro".    

    Pirandello affida dunque al narratore il compito di rivelare la verità: rivelatosi  un vicino di casa di Belluca, riferisce quanto lo stesso Belluca gli ha detto durante l'incontro all'ospizio: in questa sequenza narrativa il narratore riporta il punto di vista, coincidente col proprio, del protagonista: il fischio del treno ha rappresentato dunque il varco improvviso, lo squarcio mentale in seguito al quale Belluca ha assunto piena dignità di individuo consapevole ponendosi in un rapporto nuovo con gli individui e col mondo.

    Tale giudizio rappresenta il giudizio dello stesso di Pirandello.

    La novella "Il treno ha fischiato" suscita un particolare interesse sia per l'originalità del contenuto sia per la strategia narrativa che informa per gradi il lettore sugli antefatti. L'autore si è avvalso di elementi in grado di suscitare curiosità e attesa e quindi tensione e sospensione emotiva. L'enigma nasce dalla vicenda stessa di cui il lettore viene per gradi a conoscenza: l'anomalo comportamento di Belluca nel presente, la sua condotta esemplare in passato. La stessa interpretazione dei fatti, inizialmente a più voci, non chiarisce, anzi complica l'enigma. Infatti da un lato l'avvio della vicenda in medias res con le supposizioni dei colleghi sulla presunta pazzia di Belluca, dall'altro le anticipazioni del narratore-testimone che al contrario definisce "naturalissimo" il singolare comportamento del protagonista, stimolano una curiosità che nasce dal divario tra le ipotesi dei colleghi ignari e la verità a cui il narratore allude con alcune anticipazioni (indizi), ma che ancora non svela.

    Altro elemento che acuisce la curiosità del lettore è la formula "il treno ha fischiato", presente fin dal titolo, che sembra inizialmente non aver niente a che fare con la vicenda. Questa formula, più volte ricorrente, assume un valore particolare:  il lettore percepisce che questo è un indizio che può avviarlo alla soluzione dell'enigma, anche se di per sé la notizia che un treno ha fischiato, senza una collocazione precisa in un contesto e senza che nulla trapeli del suo significato, fa sì che il lettore sia incapace di intuirne completamente il senso, svelato solo al termine della novella.

     

    Due categorie presiedono al racconto: quella del caso e quella della soggettività.

    Il caso

    La vita sembra essere dominata dal caso: perché è così disperata l'esistenza di Belluca? Quali scelte gli si devono addebitare? Perché il fischio di un imprecisato treno determina una svolta nella sua mente? E perché fra i tanti, quel fischio, di quel treno e in quella sera? E perché un fatto così banale assume tanta rilevanza? Le domande non hanno risposta.

    La soggettività

    Gli eventi hanno valenze simboliche e sono soggettivamente vissuti. Non valgono in sé, ma per la risonanza che determinano nell'individuo che li vive. E' così che un fatto casuale e banalissimo come il fischio di un treno assume il valore di un unico irripetibile evento, definito "un brivido"... "un cataclisma"... che "gli aveva squarciato e portato via d'un tratto la miseria" in cui viveva.

    Belluca, oggetto passivo del destino, si riappropria del mondo, che gli rientra dentro: "tutto il mondo, dentro d'un tratto"; egli accetta infine il suo ruolo con nuova consapevolezza: questo lieto fine non modifica la realtà dell'esistenza di Belluca, ma ne modifica il suo modo di viverla e affrontarla.

    Nel racconto possiamo cogliere due momenti:

    ·        il momento dell'alienazione: Belluca, reificato (fatto oggetto), subisce passivamente gli ineluttabili casi del destino;

    ·        iI momento della reintegrazione: sopporta la vita che gli è data reintegrandosi, se pure mentalmente, nel mondo; "s'era ritrovato a spaziare anelante nel vuoto arioso del mondo che gli si spalancava enorme tutt'intorno".

     

     

    January 22

    Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto

    Salve ragazzi,
    Sono sempre io, il proprietario di questo spazioo quantomeno l' utente,che beneficia dei suoi servizi. Personalmente ha un effetto analgesico lo scrivere qui, nella solitudine della mia stanza mentre i pensieri più disparati affolano la mia mente senza alcuna sosta. Oggi è stata una giornata strana, come direbbe Ligabue nel suo da 0 a 10, ha auto un inizio da 8, un calo al 2 e poi un impennata verso il 9. Bè ora trarre le conclusioni per me non è facile perche posso dare penso all' 8 e al 9 ma quel maledetto 2 c'è e abbassa la media paurosamente. L' 8 è dovuto all' ambiente scolastico, una giornata molto bella, con una buona interrogazione di inglese e poi il divertimento con la "macchinetta dei balocchi". Il 2 lo motiverò in parte per un conflitto di interessi..ma si basa sul principio del dai 1000000000 ottieni 0,000000001. Ma alla fine il 9 merita...è un pò il raggio di sole nella giornata che poteva essere di merda (cit. Valentino Rossi). Beh il 9, il bicchiere pieno è sicuramente la persona che mi sta dando quello che mi mancava, la forza! la forza di parlare, la forza di combattere, di amare, di non arrendermi la forza di andare avanti e di pensare poco agli altri. Lei ovviamente sa che io ho bruciato tutte le tappe del buonsenso e mi sn immerso in uno stato di favolosa dipendenza...con estrema soddisfazione. Dopo 11 giorni di assenza è tornata e mi è sembrato davvero fossero stati un eternità! Alla fine penso che non conti se vedi il bicchiere pieno o vuoto, conta vederlo almeno pieno tanto quanto lo vedi vuoto...prima di conoscerti il bicchere non lo vedevo prorprio...ora inizio a vederlo e inizia a piacermi.....e sento di avere tanta sete:) CI tengo a ringraziare una persona, senza la quale non avrei mai potuto sperare di essere in questo stato, è Maria. Anche se ha il tempismo di un corridore è stata davvero essenziale e mi ha fatto capire delle cose importanti con i suooi gesti...e penso che devo ringraziarla anche per il lavoro di riflessione che ha fatto. Grazie... Voglio complimentarmi anche con Valeria per il conseguimento di un traguardo importate, essere presa all' audizione è molto bello! Vivi i tuoi sogni con tanta dedizione ma cerca di tenere i piedi per terra, sei giovane e il mondo che conoscerai sarà un mondo contro i tuoi ideali, conoscendoti resterai colpita...ma devi solo lavorare e lavorare. Saluto tutti...ciao ù frà
    January 06

    Questa è per te...grazie di essere così favolosa

     

    GRAZIE...GRAZIE DI ESSERCI IN QUALSIASI FORMA O SAPORE...IO SONO STREGATO...SEI FANTASTICA E SCUSAMI SE SONO COSI STUPIDO PER TE...QUESTA E' PER TE..NON E' MOLTO MA QUESTO HO!!!TI ADOROOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

    Avrei voluto essere 
    come il capoclasse che avevo 
    quando andavo a scuola 
    che esempio era per me 
    avrei voluto come lui 
    non avere mai un dubbio, 
    un cedimento, un'incertezza 
    e non menarmela mai 
    avrei voluto per un po' 
    non avere il mio carattere, 
    il mio corpo, la mia faccia 
    avrei voluto anche se 
    poi ho capito che ogni mattina 
    io c'ero sempre, 
    ero sempre con me. 
    Se sono giusto oppure no, 
    se sono a posto o pessimo, 
    se sono il primo o l'ultimo, 
    ma sono tutto ciò che ho. 
    Se sono bravo oppure no, 
    se sono furbo o stupido, 
    se sono scuro o limpido, 
    ma sono tutto ciò che 
    tutto ciò che ho. 
    Avrei voluto essere 
    un bravo studente, un bravo figlio, 
    un bravo fidanzato, 
    o almeno uno dei tre, 
    e avrei voluto andare via 
    quando questa cittadina 
    l'ho sentita stretta addosso 
    non la credevo più mia, 
    avrei voluto stare anch'io 
    in un posto dove il mio destino 
    non fosse già scritto
    , 
    avrei voluto anche se 
    poi ho capito che dovunque andassi 
    io c'ero sempre, 
    ero sempre con me. 
    Se sono giusto oppure no, 
    se sono a posto o pessimo, 
    se sono il primo o l'ultimo, 
    ma sono tutto ciò che ho. 
    Avrei voluto essere 
    in passato meno innamorato di chi non ha avuto 
    alcun riguardo per me 
    e avrei voluto dare a te 
    tutto quel che ho dentro e che io troppe volte ti ho negato 
    senza sapere perchè. 
    Avrei voluto e solo Dio 
    sa quanto ho cercato di tirare fuori ciò che sento
     
    avrei voluto dirti che 
    prego qualsiasi cosa accada 
    tu ci sia sempre 
    tu sia sempre con me 

    Se sono giusto oppure no, 
    se sono a posto o pessimo 
    se sono il primo o l'ultimo 
    ma tu sei tutto ciò che ho 
    se sono bravo oppure no 
    se sono furbo o stupido 
    se sono scuro o limpido 
    ma tu sei tutto ciò che 
    tutto ciò che ho 
    tutto ciò che ho 
    tutto ciò che ho 
    ma tu sei tutto ciò che ho 
    tutto ciò che ho 
    tutto ciò che ho 
    tutto ciò che ho 
    ma tu sei tutto ciò che ho

     

    BUONA FORTUNA PICCOLA...AL 18 :) SARO' SEMPRE SEMPRE CON TE..IL TUO PRIMO TIFOSO

    January 01

    dalle stelle alle stalle

    eh si..inizia il 2009...inizia come mai nn avrei creduto...alle 4 di ieri notte ero la persona piu felice del mondo...e io ero soddisfatto di me..soddisfatto di un rapporto che mattone su mattone stavo costruendo....frutto di impegno passione e interesse.. una fine dell anno bellissima cn una serata incredibile, favolosa, bellissima, una delle serate piu belle della mia vita...poi il risveglio alle 13 e 30 e...sembra il risveglio da un sogno...cioè del tipo che vengo bombardato...trmortito,scosso...e tutto in pochi istati mi sfugge di mano..la motivazione? la mia stupidita la mia incapacità di essere felice da solo..la mia impossibilità a prendere le cose come vengono. ora non so cosa pensare o meglio...penso che ho perso la cosa piu bella..la cosa a cui tenevo di piu..e fanno male le parole dette ora...però sn vere danno l' impressione di un disinteressato di uno che vive le cose giusto per..ma nn si sa che sn a 0...giù...a galla come sempre...però la colpa è mia la colpa di uno che nn si sa tenere le cose..le persone e un amore bellissimo..chi mi dice che sn stato affrettato...gli dico che dice una cazzata...che sn sicuro che ho fatto cio che sentivo...ora vorrei capire la situazione per bene e anche se recuperarla sara difficile..forse impossibile vorrei essere a conoscenza di chi posso..e chi nn posso fidarmi...allego anche le mie scuse..per qualcosa che cn tutto il cuore volevo donarti..la mia persona! ma che nn ho avuto modo di darti...sn così dispiaciuto...io resterò innamorato di te..innamorato dei momenti..delle parole...di messaggi e situazioni a te nn interessa e lo so...però sn così...sbaglio e nn mi perdono mai.. spero un giorno potrai cercare di capirmi. Sono sicuramente immaturo per te...perche tu sei una cosa assurda...sei fantastica..ma..ora forse nn conta piu..voglio ringraziare Roberto..che si sta rivelando un valore aggiunto..ovviamente Alberto e mauro..e anche Maria..per quello che ha fatto a suo tempo...grazie..buon 2009
    December 29

    orso..o lucertola in gabbia

    salve..questa giornata di oggi è prioprio da ricordare...la giornata in cui in assoluto sono riuscito ad essere felicissimo e poi woooooooooooom tristissimo..in pochi maledetti secondi. Sono quelle cose che pensi non accadano..o riaccadano mai..momenti in cui tu pensi che si puo solo miglirare e invece cadi. Oggi penso di essermi innamorato..o meglio tra ieri sera e oggi..però oggi era un sentimento di tranquillità, serenità forse felicità, un sentimento leggero,potente, nuovo. Oggi ho ricevuto una conferma importantissima, la temevo tanto, sono sincero..però è arrivata ed è stata una soddisfazione enorme, lì ho detto: " ora riprendiamoci questo pezzo di vita". Beh una mattinata favolosa, dopo l' allenamento sono stato con roby vale e alberto..molto bene..poi sn andato a fare un salto dalla mia pupa ( ti adoro) e sn tornato a casa. A casa ho pensato, e ho capito che era la cosa giusta...poi sn andato a scuola calcio e il gioco di sguardi e di momenti è stato motlo bello...Alberto e Vale mi hanno assistito nella prassi di allenamento dei bambini sn stati molto pazienti (nn avevano nulla da fare). Poi dopo sn stato ancora piu felice..ho ricevuto un bacio semplice..ma forse il piu bello di sempre...con tanto di corsetta verso di me...boh..ero perso. Ho fatto un pò di giri ho lasciato vale e sn andato con il mio socio a zonzo come i vecchissimi tempi..e la nostra Via Salut è stata padrona della situazione. Poi ho voluto  andare a prendere rox.. e sn andato al palazzetto..poi abbiamo aspettato maria..e...qui mi manca il respiro...perche è avvenuto un inconveniente strano...brutto..inaspettato..qualcosa che mi ha stravolto..mi ha gettato giu..violentemente senza pietà. Poi sn stato zitto..zitto per tipo 30 minuti.. zitto e imballato..scimunito...rincretinito..su un altro pianeta. Pensavo che la ragazza piu bella mi avrebbe fatto cambiare umore..ma ci ho provato senza risultato...la serata si è conclusa forse peggio..e lì si evince che sto proprio alle pezze..che sn in gabbia..sn bloccato e sconsolato..però so che ti amo... e sta volta me ne frego...con te risolverò tutto..e tu con me..farai lo stesso... ciao ragazzi
    December 28

    2008 agli sgoccioli:cosa è stato per Altizio e cosa potrebbe essere

    Mancano poche ore,pochi giorni e il 2008 sarà archiviato sotto la voce "terminato" o forse "esaurito". Il tempo dei bilanci è sempre questo, quando ti siedi alla tua poltrona e dici "questo anno dove mi ha portato?" "sono cresciuto?" "ho sbalgiato poco o tanto?". Beh trovare una risposta chiara e decisa a queste domande sarebbe semplice..forse bello o forse nn molto...io cmq risposte non ne ho,mai avute e mai ne avrò..come direbbe il buon Max Pezzali. E se dovessi trovare un aggettivo per questo anno sarebbe "sfortunato" ma poi ci metterei dei puntini di sospensione e aggiungerei anche " di crescita". Penso di essere cresciuto un casino..mentalmente alla grande, ho imparato tante cose. Giornalisticamente parlando in primis e poi anche di relazioni, amicizie, passioni e voglie..ma principalemnte sto notando che sto schifando davvero tanto il "male", lo riconosco nitidamente (ovviamente secondo il mio modo di vedere)e cerco sempre di scansarlo. In tutti gli ambienti riesco sempre a individuare prima il marcio...poi con il tempo trovo i lati positivi,questo è molto strano. Sicuramente gli infortuni di questa stagione che sn diventati 3 in 6 mesi sono stati davvero brutti,mi hanno abbattuto, mi hanno steso però ora sono pronto ad alzarmi e tornare a combattere, di forza ne ho ancora in corpo e per una cosa che voglio, la userò fino all' ultima goccia. Beh devo citare anche una persona che mi ha sconvolto...che mi sta ridando quello che avevo perso.. una persona alla quale devo chiederle anche scusa per non essere sempre al massimo e per non darle tutto ciò che vorrei, ma quest' anno è stato davvero duro...però sento che anche grazie a lei potrò uscirne. Da segnalare quest' anno c'è anche l' esperienza positiva estiva fatta con Giampiero e ovviamente Alberto, un esperinza che consiglio a tutti anche se molto molto massacrante, mi ha fatto diventare diverso. BUON ANNO A TUTTI!!FORZA REAL MOLFETTA...E SU CON LA VITA
     
    p.s. anche se mi sembra una cosa che si può male interpretare come una "arruffianata", devo salutare Maria Murolo..detta gergalmenente TROIA, anche se di troia nulla ha. Non l' ho mai citata recentemente..però si è sempre dimostrata una persona su cui contare...una vera..e una che cmq fa sempre ridere..e che mi dà sempre fretta quando la devo accompagnare...un baciiooooooooo
     
    CIAO
    December 14

    Scivolo..cado e mi faccio male come sempre..

    Per la serie " il male ti coglie alla srpovvista" quando tutto sembrava andare meglio..tutto va incredibilmente PEGGIO.. conierei anche la parole PEGGISSIMISSIMO se potessi..renderebbe meglio l'idea..Ieri..è stato il sabato piu brutto della mia vita..ma davvero..Pensandoci credo che sia tutta colpa mia..alla fine..mi dicono che sono profondo ma sono terribilmente stupido..terribilmente buono.. (come direbbe qualcuno essre buoni può essere una debolezza). Penso alle parole alle frasi..e hai gesti..penso alle cose che vorrei dire se nn avessi un nodo in gola...penso...che io sn un perdente...alla fine nn so fare niente di buono...e questa è la dimostrazione.Io conosco come vanno queste cose..ora continuerò...a lottare..con tutte le mie forze...perchè le sensazioni che in 2 giorni ho provato con te..non le provavo da anni..e chi mi conosce sa a cosa mi riferisco..lotterò..e perderò..perche io con le vittorie non ho nulla a che fare...però lotterò..cazzo se lo farò! Stamattina...allenamento...neanche lui c'è riuscito a tirarmi su..mi sn giocato anche il Bisceglie dopo oggi...concentrazione sotto 0...imprecisione e quando partivano le pallonate...il mio pensiero non era di prenderle..ma ben altro...questo flusso di coscienza è davvero penoso...ma è quello che è.. volevo ringraziare in primis Mauro..poi Ornella..che gli voglio bene a motore..e poi anche la mamma.. che anche se nn sa niente.. appena entrai ieri..capì tutto..mi dispice...ora..vi saluto...baci
    December 11

    Altizio: tra scuola,"lavoro, e amicizie..il punto della situaizione

    Il titolo misto giornalistico e "chiromantico" rende l' idea che il blog non viene aggiornato da molto,molto tempo...come deformazione semi-professionale(spero di poterla definire professionale il prima possibile) sn costretto a dividere l' intervento in  più punti..per poter parlare delle molte cose della mia vita..
     
    HOBBY
    DI certo il Real Molfetta per ora è un hobby anche se mi porta  via molto tempo sono  innamorato di questa società che mi sta regalando gioie e dolori. Mi sto prodigando con le mie forze in cose impensabili, del tipo la scuola calcio che nelle ultime battute si è rivelata molto più interessante del previsto,ogni rifferimento NON è casuale.
     
    UNDER 18
    dopo 5 giornate sono ancora alla caccia della mia prima convocazione, il verbo "cacciare" è calzante ale 100% perchè devo combattere in primis con me stesso e con una forma fisica accettabile che tarda ad arrivare. La sfiga mi assiste e se lo scoro anno è stata la volta della mononucleosi ora lo è stato il ginocchio prima e la spalla poi..ma forse è tutta una prova per vedere se sn in grado di farcela..ebbene si ce la farò...otterrò le mie soddisfazioni. Non ho mai preteso nulla da me...mai piu di quello che sento di poter dare..e ci tengo enormemente a questo gruppo..e anche a poter fare vedere a qualcuno che io ci sono e ci sono sempre stato!
     
    PRIMA SQUADRA
    Allenarmi con loro è un sogno...Allegretta,Marzella, Di chiano,gli argenitini e soprattuto Campo. Gente, atleti che sanno davvero cosa significa il calcio e spero di imparare il più possibile da loro. Grazie al lavoro che sto facendo con Lisi spero di rirpendere il prima possibile la forma giusta. E' un grande motivatore...mi sta aiutando molto. Ci tengo a ringraziare anche il mio amicone nonchè mio capitano Roberto Caputi che di certo è un collega ma prima è un grande amico..gli voglio bene anche se non è mai stato possibile andare con lui in panchina ma sistemeremo anche quello.
     
    ADDETTO STAMPA
    Qualcuno che non credeva in me (tra cui anche io) forse si sta ricredendo...stiamo svolgendo un buon lavoro e oltre ai comunicati stiamo cercando di allargare i nostri orrizzonti con sintesi,telecronache e aggiornamenti, ovviamente quasi interamente curati da me. Nello specifico ringrazio Nicola Stanzione che anche se invisibilmente, si è prodigato per supportarmi tecnicamente, spero di intensificare tali coollaborazioni perche è un ragazzo molto intelligente.Quindi tifate real molfetta e cercate su youtube le nostre sintesi video..;)
     
    RINGRAZIAMENTI
    Questa avventura forse ancora all' inizio mi ha permesso di conoscere gente di tutti i tipi, con grande soddisfazione. Chi più chi meno si sta rivelando un ottimo compagno di "viaggio". Superati gli indugi iniziali e gli screzi con alcune persone che nn nomino ho potuto avere dalla mia sempre il supporto di gente che mi ha dimostrato di tenere a me..e alla mia funzione. Su tutti c'è Ornella ed Enzo...persone che mai avrei immaginato così "brave" e così complete. Ornella da una parte sempre pronta ad ascoltarmi nelle vesti di sorella maggiore..in pratica sà tutto di me..e mi fa molto piacere poter confidarmi cn lei...ed Enzo invece è un grande motivatore..mi ha sempre spronato a non mollare...e a darmi da fare...gli devo molto grazie.. Di sicuro una persona mi manca grandemente..colui che ho sempre considerato una guida che ora mi è venuta meno...ma che spero di recuperare quanto prima perchè devo molto anche a lui....grazie. Poi Nico Pizza e Nico Smilzo, a scuola calcio mi hanno sempre trattato alla grande,mi hanno fatto fare molte risate e qualche messaggio di Nico Pizza mi ha tirato su il morale in momenti non proprio felici...conoscendomi sà che mi è servito
     
    VITA SOCIALE
    Accantonando una storia...per motivi vari..ed eventuali definirei....ho iniziato a guardarmi intorno..o meglio dovrei ringraziare il compleanno di Mariella..mi ha fatto conoscere meglio una pesrona che aveva davanti ma che forse ignoravo...una persona che sto conoscendo e che mi ha gia dato molto(intendo aiuato, per te sopratutto che fraintendi sempre) e mi sempre ascoltato. Con lei è bello scherzare..e parlare..ha una capacità di ascoltare e seguire in pratica tutto quello che le dico e questo è bellissimo....poi è una sportiva...e da uno come me che ha sempre avuto "mazzate" dallo sport..potrebbe essere la gratificazione;)
     
    ALBERTO
    Spesso ho pensato che non fosse più tempo per noi..un pò io...la mia "distanza" i diversi interessi...le nostre vite intrecciate per qualche ora al max alla settimana..potevano rendere la nostra grande amicizia più debole..ma la dimostrazione che mi sbagliavo e che tanto aspettava è arrivata quando è stato necessario parlare come i vecchi tempi..uscire da un impiccio..insieme come abbiamo sempre fatto..lui è una persona speciale..è uno stronzo di prima categoria..ma è un fratello per me..si assè u dann u frà
     
    MAURO
    Grande Amato, compagno al Real, compagno di caffè prima degli allenamenti, compagno di stronzate, di musica a palla nella Zafira, compagno di "andiamo lì?" "andiamo là", insomma uno che mi vuole fare spendere molta benzina. Però è una costante..c'è sempre e lui è sempre stato pronto a dire: " io ho da fare, ma se mi proponi qualcosa, sai che accozzo tutto" grazie amà.
     
    VALERIA
    Dopo un paio di anni che ti conosco ritrovarti maturata..cambiata mi fa grandemente piacere..sei una ragazza in gamba..sei la ragazza del mio migliore amico e quasi di diritto ma non casualmente acquisisci il titolo di mia migliore amica..;) Mi raccomando non fare stronzate..sai dove trovarmi..
     
    Volevo porgere un saluto alla famiglia Scardigno per le belle parole a me riservate e un "piccolo" saluto anche alla figlia;) ciao stupida (tvtb)
     
    Be ragazzi dopo avervi detto tanti di quei cazzi miei che neanche me li ricordo vi saluto...mi racocmando sabato tutti al PalaPoli per l' ultima casalinga!!! vi voglio Carichi!!
     
    P.S. Ho fatto il sogno dell anno.. voglio che davvero vada così..sarebbe bellissimo
    September 07

    Estate..la cronaca di cio che è stato

    salve a tutti,

    da circa 4 mesi mi sembra di non aggiornare il mio blog, il motivo è stato principalmente il lavoro che è stato protagonista della mia estate. Una esperienza nata dal nulla e coltivata con grande perseveranza.Mentre si terminava scuola con Alberto gia si parlava di occupazioni per mettere da parte qualche spicciolo e poter pensare a un minimo di indipendenza. Fu un casuale aggancio con La Fayette a darci modo di inserirci in un organico di bagnini per l' estate che doveva ancora cominciare.I primi giorni dopo visite meidiche e stati occupazionali fu molto piacevole eravamo pochi ragazzi ancora spaesati e poco consapevoli di cosa ci avrebbe aspettato. Io alberto, Viky, Mauro de candia(calippo),Mirko Vilardi, Giovanni e genty(o come cazzo si chiama lui) iniziammo il primo giugno e tra poca affluenza e tempo non molto promettente le giornate passavano veloce spesso mezze anche.Poi Mirko con gli esami lasciò a me l' incombenza di badare alla piscina delle piccole furie della fayette: i bambini. Era una mansione tranquilla ma molto pallossa ma mi diede modo di arrivare a parlare sia con il datore di lavoro, tale Dott. Lisena che con Giampiero che poi si è rivelato un compagno unico di lavoro. Fu così che iniziai a corteggiare il bancone del bar e il 19 giugno ebbi il cambio di qualifica sbarcando al bar come apprendista barista. Il mio entusiasmo fu subito spento da un lavoro di facciata che ti gettava nella clientela piu esigente e rompipalle del mondo. Prezzi alti, poche quantità,scarsa fornitura sono state alcune delle lamentele che più si sentivano dalle centinaia di persone che prendevano parte al servizio. Intanto i giorni passavano e anche i bagnini si avvicendavano, alcuni andavano via altri arrivarono. Dentro Mauro Amato per molto poco, fuori Viky e Giovanni e dentro Claudio e Michele. Poi con grande sorpresa dentro anche Roberto un mio carissimo amico di vecchia data che era solito baciarmi prima dell inizio della giornata ahahha. Il tempo scorreva e il mio buon lavoro dava i suoi frutti, paga leggermente aumentata e orari più elastici. Nel frattempo ufficializzazione di addetto stampa al Real e grande soddisfazione personale. Poi Agosto inizia con grande soddisfazione, Adriana, una animatrice del posto diventa il fulcro di miei pensieri e da una amicizia interessante nasce un rapporto molto bello,per me importate sul  quale investo molte energie e molte attenzioni. Adriana mi ricompensa con la sua innocenza, con la sua bellezza e con un tacito bisogno della mia presenza, ciò che a me bastava. La favola dura 15 giorni, tutto bello mi convince a fare un corteo storico e a mettermi in discussione poi però le cose peggiorano e drasticamente perdo il controllo della situazione, non avere tutto sotto mano mi rende stupido mi fa perdere la stima in me e  via con le puttanate. Capisco, forse tardi che Adriana non è pronta, almeno quando non voleva non era pronta ad affrontare come intendevo io un rapporto e tutto diventa complicato,strano quasi innaturale. La mia voglia di vederla e inversamente proporzionale alla sua...e questo non ha fatto altro che farmi frullare il cervello per trovare una soluzione a questo grattacapo a cui tenevo troppo per lasciarlo intentato.Poi risale a poche ore fa la decisione di mollare tutto...di fare finta che non ci sia stato nulla omettendo i retroscena del caso. E quindi ancora una volta si deve riprendere da 0, una situaizione sentimentale che mi ha dato conferma di quanto sia un tipo esigente ma anche stupido quando di mezzo ci sono persone a cui tengo...forse non guarirò mai...Nel frattempo il lavoro diventa stressante duro ma sono le amicizie che mi danno modo di tenere duro Adriana in primis è stato il motivo di una mia grande ripresa perche andavo a lavoro con la consapevolezza che sarebbe stato bello il gioco di sguardi  diverso, o  cercare il momenti in cui era sola per strappargli una carezza o un contatto veloce, anche un occhiolino. Poi ovviamente Alberto una garanzia nella mia vita, e anche Vale anche se l' ho vista molto poco, poi Massimo con cui ho potuto anche confidarmi e parlare di tante tante cose,poi Lello il receptionist  tuttofare, poi Angelo il Cuoco che mi ha insegnato tanto ma tanto e poi su tutti Giampiero. Un uomo dotato di grandi qualità, molto nascoste alcune, nato l' 8 maggio come me un toro di grande qualità,alla caccia ancora di se stesso un pò come me, sempre pronto a dirmi “ avanti che sei forte” più che rimproverarmi sempre pronto a coinvolgermi e sempre vicino a me nell’ anima, una persona che non dimenticherò mai: un fratello o un padre o  un confessore ma sempre una guida fantastica. Una persona che mi ha fatto scambiare modo di pensare le cose, il modo di vedere le cose brutte e quelle cattive, mi ha dato modo di capire cosa veramente avevo bisogno e ritrovare le motivazioni che avevo perso per inseguire un sentimento profondo che cerco da più di 3 anni. In pochi mesi gli dico tutto di me e anche lui si apre stranamente affidandosi a un ragazzo di 18 anni che si limita a osservare la saggezza, l’ esperienza e l’ umiltà in incredibile quantità. Di certo è stata la mia ancora, è stato sempre un punto di riferimento e reggere 90 giorni lì è sicuramente grazie alla sua immensa personalità.

                Il punto negativo del lavoro è che mi concede poco tempo per uscire  con gli amici ma quelli veri restano e resteranno sempre, la comitiva la vedo poco ma sinceramente la situazione del lido mi prende così tanto che il mio unico obiettivo è quello di terminare la stagione potendo vincere una bella sfida prima con me stesso poi con i miei genitori che non vedono in me il potenziale che io sento e che altre persone hanno riconosciuto in me. “ti do tempo una settimana” , “ non so se sia il caso impegnarsi così sei piccolo”, queste alcune delle frasi non troppo incoraggianti sentite all’ inizio divenute poi dopo i due mesi “ però il ragazzo si impegna”  “ è un grande orgoglio,vuole terminare” cose di questo tipo. Ora siamo al 9 settembre e tra 6 giorni ricomincia scuola e riprendo la mia vera occupazione e quindi si comincerà a vedere se davvero riuscirò a portare a termine un'altra cosa che ho iniziato 4 anni fa, i presupposti di fare bene ci sn tutti.

    June 07

    Un tributo...a un pennuto

    Pennuto, Questa è tutta tua!!!nostra!!!
     
     
    Lucio Battisti - Con il nastro rosa
     
    Inseguendo una libellula in un prato
    un giorno che avevo rotto col passato
    quando già credevo di esserci riuscito
    son caduto.
    Una frase sciocca un volgare doppio senso
    mi hanno allarmato non è come io la penso
    ma il sentimento era già un po' troppo denso
    e son restato
    Chissà, chissà chi sei chissà che sarai
    chissà che sarà di noi
    lo scopriremo solo vivendo
    Comunque adesso ho un po' paura
    ora che quest'avventura
    sta diventando una storia vera
    spero tanto tu sia sincera!
    Il magazzino che contiene tante casse
    alcune nere alcune gialle alcune rosse
    dovendo scegliere e studiare le mie mosse
    sono alle impasse
    Mi sto accorgendo che son giunto dentro casa
    con la mia cassa ancora con il nastro rosa
    e non vorrei aver sbagliato la mia spesa con la mia sposa.
    Chissà chissà chi sei chissà che sarai
    chissà che sarà di noi
    lo scopriremo solo vivendo
    Comunque adesso ho un po' paura
    ora che quest'avventura
    sta diventando una storia seria
    spero tanto tu sia sincera!

     

     

     

     

     


    Video Real Molfetta

     
    Un altro capitolo della stagione..ormai finita
    May 30

    Spezzoni di vita

    ciao ragazzi,
    è da un bel pò che nn aggiorno questo portale gratuito quanto utile,utile per sfogarmi impiegare tempo e soprattuto per mettere nero su bianco(nero su blu con drago in sfondo) ciò che sento,faccio o vorrei. Bè ora è sera sn circa le 11 e 20 della sera quando scrivo questo capitolo della mia vita...sn sul letto matrimoniale della mia nuova e temporanea casa al mare....ho del ghiaccio rovente(ossimoro non voluto) sul ginocchio e il portatile sulla coscia sinistra tenedo la testa su due cuscini. La gamba duole ma è la testa che frulla..ci sn 200000 pensieri che vorticosamente si alternano sulla retina e mi fanno vivere in pochissimi secondi alcuni momenti che mi ricodano i pensieri. Le corse pomeridiane, le partite, gli allenamenti,la vita...una ragazza...sempre lei... e.. e anche altro..sn maggiorenne da circa 20 giorni e mi sento un pò piu fallito di 21 giorni fà, ma mi guardo in torno e mi consola vedere gente piu fallita di me..anche se questo non è il max di una educazione...e di una visione da maturando..però cess è. Da domenica,si spera, inizio a lavorare: bagnino o aiuto tale a "La Fayette", una esperienza che ho fortemente voluto per motivi economici, sociali e personali..economici perche mi darebbe la possibilità di coronare un mio piccolo desiderio-sfizio, sociali perche mi darebbe la possibilità di conoscere gente cambiare aria e non vedere le solite persone...e personali perche finalmente penso che capiro che significa guadagnare e questo mi potrà solo far crescere...bè che dire sn soddisfatto che il mio video sul real sia piaciuto e abbiano apprezzato il mio lavoro, almeno così mi è potuto sembrare(considerando che la socità ha fatto le copie..). e così..mi lascio alle spalle un 4° anno da macchinista un anno di grande sonnolenza intellettuale..di grande osservazione.. un anno difficile da gestire...spesso mi sn sentito stretto..ma ce la farò il prox è l' anno decisivo..l' anno della chiusura o dell inizio..dai punti di vista...ora come ora..ho le iedee chiare..davvero chiare..però sn giovane e cambierò ancora idea se mi conosco un pò..vabbe a voi non fregherà nulla di tutto cio cmq grazie per chi ha letto fino alla fine ogni commento è gradito... Ciao a tutti specie a una persona che è alla caccia di se stessa...e ci un amore che ha propio sotto agli occhi... a buonissimo intenditore pochissime parole.. ciaoooooooooooo
    April 17

    Si tira avanti

    Ciao raga,
     
    Sono le 12 20...di un giovedì...uno dei piu classici della mia vita. Oggi ho evitato scuola perche c'erano le donazioni del sangue e molti nn sarebbero andati...tra poco mangio xke alle 3 ho la partita del Real e voglio stare il piu possibile bene. Già,oggi è l' ultima di un campionato sofferto ma tanto voluto personalmente parlando.Mai come quest' anno ho avuto voglia e determinazione di portare a termine questo progetto..almeno per questo anno...questo lo devo specialmente alle persone che quando ne ho avuto bisogno hanno trovato sempre una parola di conforto per me...e parlo propio di Nico Allegretta(u russ),il mister,il capitano...che mi ha sempre spronato a trovare e riprendere la voglia che avevo prima della mononucleosi. E' stato tutto bello...GIanni(scinkino) così volenteroso e prensente nei confronti di tutti noi...ovivmente anche Nico Pizza che con le sue strigliate mi ha fatto sempre aprire gli occhi....e anche tutta la squadra.... Mauro Amato mio amicone dalle medie e Roberto mio compagno di reparto anche lui sfortunato(forse piu di me). Nè ho attraversata di merda...alla grande specie questo anno che non mi è andato propio nulla..però piano piano la fortuna sta girando dalla mia parte...e non posso che esserne felice...
            Abbiamo lasciato il locale...ora si inizia a sentire il profumo di estate e di sballo...con la voglia di trovare stimoli e interessi per affrontare ogni giorno con il sorriso e l' entusiasmo...unico pensiero che mi cruccia è quello del doppio trasloco....che palle non voglio lasciare sta città... anche se per pochi Km...è sempre la mia...e sono attaccato a lei e a tutti i suoi abitanti belli o brutti che siano...mi sento forzatamente esiliato dalla mia famiglia...ma non ti lascerò Molfetta mia... ciao belliiii cià u frà, ciao valè ;)
    March 17

    Marzo...tiramo un pò le somme di sta vita

    Ciao a tutti ragazzi,
    ne sono successe di cose in questo periodo..anche parechie.Inzio subito con la notizia piu fresca...che si riferisce al complex di Mauro Amato. Sabato scorso infatti si è svolta la sua festa..nella sua campagna...è stato tutto bello,un vero spasso con Danilo e Nico...con Gesmundo che nn sentivo da tanto...Settimio...Mauro e Alberto. Davvero una festa molto divertente sono stati tutti soddisfatti..anche il sotoscritto,che dire auguri ancora al nostro 18enne(mo iniziano i cazzi per te).E' stata uan serata coinvolgente e stare in console è stato bellissimo cn Danilo e Michele che sparavano cazzate, mi dispiace solo per la cassa che si è scattata..condoglianze Dan.
    Archiviato il capitolo Amato...possiamo passare a quello Real Molfetta...dove le cose sono cambiate...personalemnte va meglio..perònon è quello l' essenziale...la squadra non ingrana ancora e abbiamo spesso problemi ad esprimerci..e questo mi rammarica.Perdere Roberto non è stata una cosa facile....e io forse non sono alla sua altezza ma ci metto sempre il 110% e questo si è visto.Luigi..di certo ci manca...la facilità con cui segnava era determinante..che dire...spero che si riprendano tutti...anche Ginevrino...e che riusciamo ad onorare questi ultimi impegni che ci restano..ah..una cosa che mi farebbe piacere ora come ora...considerando l' out di luigi e roberto...di indossare la fascia di capitano..per una partita...magari quella contro il Bisceglie...Capitolo scuola..non un gran capito quest anno di sicuro non mi ingozza ma la media del 7 è presente...con i soliti acuti in italiano i vuoti nella materie tecniche...ora come ora mi pento di aver cambiato...solo perche ho voglia di fare tutt altro...ma ce la farò lo stesso.Capitolo giornalismo...tutto alla grande...giornale,sito internet e chissa forse anche addetto stampa di una squadra calcistica...sarebbe bellissimo... e si spera anche di andare a Roma a seguire il Real in coppa Italia sarebbe una bellissima esperienza...(appello al presidente). Tirando le somme davvero tutto sembra migliorare tranne l' ultima litigata...e con chiusura rapporto con una ragazza di cui nn dico il nome ma che mi sorprende sempre negativamente.Ovvimanete il mio obiettivo rimane sempre il solito e non mi arrenderò
    January 22

    Paranoico, Malato , arrabbiato e compresso

    Poche,semplici elementari parole... che descrivono il mio stato d' animo ma anche le mie condizioni fisiche....ogni giorno mi sveglio cercando un senso alal mia vita..cercando qualcosa che mi gratifichi che mi renda orgoglioso della mia persona, dire : "cazzo ho fatto questo,questo e questo mica niente in 17 anni!" sta frase non la posso dire e ora che si è chiuso un penosisssimo 2007 se ne è aperso un altro altrettanto deprimente,non a caso compare accanto alla scritta N I C O una aggiunta " in depression" che è un pò la chiave di lettura di tutto sto mio periodo che va da agosto a questo preciso momento. La scuola mi ha stancato,diventa pesante il viaggio e anche le lezioni non sono piuu così piacevoli,i professori me li sento stretti e i compagni mi stanno quasi tutti sulle palle...poi ci sarebbe da aprere un capitolo sulle delusione sentimentali....che partono propio dalle mura di quella scuola fino a 30 metri da casa mia...(tutti i riferimenti NON sono casuali)...l' extra scolastico è macchiato da una mononucleosi ancora non debellata...e ne approfitto nello specifico per ringraziare colei che me l' ha passata...(ancora ignota)voi direte " ma a cuss tt mel ve?" me lo chiedo anche io...purtroppo le certezze nella mia adolescenza si stanno assottigliando sempre piu...2, 3 persone sento di ritenere importanti per me...del resto me ne sbatto altamente..maschero tutto sto malcontento interno che ho ocn il mio carattere allegro e scherzoso ma nessuno sa "com' io dentro avampi"....eppure che chiedo un pò di appagamento...un pò di sana soddisfazione...non voglio diventare paranoico ma ancora una volta ciò vedo intorno a me è solo merda...e io nella merda non risco a fingere di stare bene...vi lascio che devo andare a svutare la cartella per darla al socio e devo studiare ita.. a presto gente!!!!
    December 19

    Depression Time

    Ormai è cronico...arriva questo orario..e anche se la giornata magari è filata alal grande,mi dedico 10 min per me e per il pc...ascolto un pò di musica...presa dalla cartella "bella sempre" e pensando nella luce soffusa delal mia stanza solitaria soffro,piango anche..perche necessito di qualcosa...io so benissimo cosa sia ma malgrado i miei sforzi nn ce la faccio...sarà l' amore o forse la voglia di vedere questa persona...ma nn riesco a sbloccarmi porca miseria...vorrei provare quelle emozioni di tempi andati..che quando mi tornano alla mente mi fanno scender giu una lacrima come il piu cretino degli allocchi..boh...ancora una volta..in confusione...profonda...
    December 18

    ancora niente di buono o forse si

    salve gente,
    0.28..di  una giornat,anzi una nottata che si prospetta lunga...come sempre travagliata da pensieri di felicità ambita o di scarne utopie....oggi compleanno del socio...a sorpresa organizzat oda una donna che potremo proclamare anche santa per tutto il lavoro che ha svolto con grande personalità aiutata da gente inaspettata come IVana e Serena e Annamaria...(scusa vale ma sai che sto periodo sn piu con i dottori che a casa).Su valeria posso dire che sta acquistando dei punti....forse davvero puo cambiare in meglio...spero bene per lei e il suo compagno...ora sembrano una pasqua insieme...e sn felice nel vedrli così...nn sono geloso(ogni riferimento è puramente casuale) perche è solo la natura che fa il suo corso.dovrei essere felice anche io..per tutto questo amore che aleggia nell aria...ma oggi è stato anche il giorno dell addio...o di un ennessimo arrivederci...o forse di un a presto...o forse nn lo so...forse mi pento...forse sn stanco...o forse sn stufo di questi forse...mai una certezza...nelal mia vita...forse tornerò a giocare dopo natale...forse mi prenderò il posto in squadra...o forse no..devo lottare per tutto...ma certe volte penso che debba riporre le armi perche delle forse piu grandi di me mi sono avverse...ma no...minchiate!! sn solo io che nn so che cazzo fare di questa mia vita...o meglio una cosa la so...una cosa la voglio..ma tutto cio che vuoi è sempre lontano...voglio ringraziare Consuelo..che forse non leggerà il mio intervento ma a cui dedico un pensiero speciale..una persona ricca di risorse..cn cui si puo parlare di tutto..una ragazza "stronza" a punto giusto che dice sempre tutto come è...ti voglio bene...ora scorrono le note della consueta "Nowhear warm" e quasi mi scenda la lacrima...che mi stia rammollendo...o davvero sto periodo è il piu buio della mia vita?Qualcosa di buono l' ho fatta...una amicizia speciale...stasera nn mi aspettavo quelle parole...sn state poche ma fantastiche... ti voglio bn u frà non dimenticare che nn mi devi niente tutto quello che faccio è solo perche me lo dice il cuore e perche ne abbiamo passate tante insieme (mazzate,ps2,stesi nell erba ubriachi,sulla neve,in pale) e chi se le scorda ste cose...sn fiero di te....e nella buona e nella brutta situazione ci siamo smepre tesi la spalla e la mano...grazie...ora sn le 0 46 e vorrei chiudere...chiudo con un grande applauso alla 4 AIM del nautico che si sta distinguendo come sempre...e per dire un bel vaffanculo a quelli che nn mi vogliono bene...ciao a tuti....io provo a dormire ah,sn vicino al buon amato a cui riservo sempre un posto nel cui consolarlo per la mancata convocazione..ce la farà ce la farà ciscommetto le palle...(mo fatti convocare che rischio grosso!!!) tvb u màààààààààààà cia wegne
    December 02

    A volte non sai che fare

    Uno dei periodi piu brutti della mia vita....pian piano sto perdendo tutte le cose importanti per me...prima il calcio poi la palestra..la scuola che quest anno è tragica...eppure le belle cose succedono e pensi che quel momento lo aspettavi per dare un senso a un periodo buoio della tua vita che va avanti da un pò di mesi...ma invece non è così...perche si accavallano le cose e creano confusione,casino e non capisci piu cosa vuoi...ti affidi alla spontaneità..ma in definitiva quello che vuoi è sempre il tuo obiettivo che vuoi raggiungere e ti sembra lontano irraggiungibile e maledettamente bello..e tu fermo a guardare che la situazione si evolva sperando che la foruna baci anche te...poi tenti di prendere in giro te stesso pensando che quello che hai è oro...ma  risci ad andare avanti solo poche ore...dopo riaffiorano alla mente tutte le cose che veramente vorresti ma che sn sl una utopia...per fortuna che c' è liga...a presto
    November 05

    Ce l' ho con...

    riprendo il titolo di una simpatica rubrica di Maurizio Mosca  a Studio sport dicendo che anche io ce l' ho con qualcuno...anche io vorrei che certe persone cambiassero
     
    ce l' ho con "l' anno 90"' a cui si accollano tutti gli inizi delle riforme(vedi fioroni e vedi patente B per fare degli esempi)
    ce l' ho con "Adriano Leite" che tanto parla e poco quaglia e che a alla sua età non sa cio che vuole
    ce l' ho con "la scuola" che è diventato veicolo di informazione piu che di formazione, nozioni sparse casualmente in classi per pochi eletti
    ce l' ho con "Mister toto" che mi fa perdere sempre per una partita
    ce l' ho con "i miei sentimenti"...che spesso sn infami e forse troppo forti o troppo fragili
     
    intervento che risulta davvero scarso...una pochezza di righe e di cose che davvero nn valgono il prezzo delal pagina caricata...a breve un intervento boss..si spera..ciao a tutti